Einstein

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Credits

Rai Radio Televisione Italiana
Presenta

Titolo:
Einstein

Una co-produzione:
Rai Fiction – Ciao Ragazzi

Un film di:
Liliana Cavani

Con:
Vincenzo Amato

E con:
Maya Sansa
Sonia Bergamasco
Piotr Adamczyk

Consulente Storico Scientifico:
Prof. Gino Isidori

Soggetto e Sceneggiatura di:
Massimo De Rita
Mario Falcone
Liliana Cavani

Musiche di:
Paolo Vivaldi

Edizioni Musicali:
Luna Park Ed. Musicali
Rai Trade

Sinossi

Siamo a Princeton, una piccola cittadina del New Jersey. E’ l’autunno del 1948. E’ qui che, da molti anni, vive e lavora Albert Einstein, lo scienziato più famoso del mondo, l’inventore della “teoria della relatività” e padre della scienza moderna.

Una sera, uscendo da un negozio di dischi e strumenti musicali, Einstein, ormai quasi settantenne, incontra Mileva Maric, la sua prima moglie, dalla quale ha avuto due figli: Hans Albert e Eduard. I due non si vedono dal 1932, da quando cioè per sfuggire alle persecuzioni naziste, lo scienziato fu costretto a lasciare la Germania.

Sulle prime per Einstein l’incontro con Mileva è traumatico, ma serve a tutti e due da innesco per fare il consuntivo della loro vita. E’ un’operazione dolorosa, ma necessaria per sciogliere i nodi ancora irrisolti, e aiutarli a capire la natura dei tanti errori commessi e delle occasioni mancate.

Albert porta Mileva al roof garden di un hotel di Princeton. Qui, affidandosi alla memoria, i due ripercorrono le tappe fondamentali della loro vita in comune; dal loro primo incontro – scontro al Politecnico di Zurigo, all’innamoramento e alla decisione di percorrere insieme quel tratto difficile ma esaltante della loro esistenza, dove tutto era da costruire. Mileva, che è una fine matematica, intuisce subito la genialità di Albert e non esita, anche a scapito della sua carriera, di mettere al servizio delle teorie e delle scoperte del futuro Premio Nobel tutta la sua conoscenza. I due, oltre che con i professori, che non vedono di buon occhio il comportamento anarchico di Albert e la sua continua contestazione alle teorie scientifiche imperanti, sono costretti a fare i conti anche con la madre di Albert che non ritiene Mileva adatta al figlio. Ma Albert e Mileva vanno per la loro strada e dopo aver concepito una bambina che nasce morta, ci riprovano e mettono al mondo il primo figlio, Hans Albert. Poi si sposano, ma sono senza un soldo. Ciò costringe Albert, ormai diplomato, ad accettare un posto d’impiegato all’Ufficio Brevetti. Ma Albert negli intervalli di tempo continua le sue ricerche e nel 1905 conclude le sue intuizioni. I suoi lavori sulla natura della luce e sulla relatività ristretta vengono pubblicati dalla prestigiosa rivista scientifica: “Annalen der Physik” mettendo in subbuglio l’intero universo scientifico.Questi lavori infatti diventeranno pilastri della scienza moderna.Incomincia così la scalata al successo ma di contro il suo matrimonio va in crisi. Mileva cerca di salvarlo mettendo al mondo un altro figlio, Eduard. Il tentativo fallisce e il legame tra Albert e Mileva diventa sempre più conflittuale.Col successo la vita di Einstein ha una svolta. Tra dibattiti e convegni è spesso fuori casa e viaggia e Mileva resta a casa ad occuparsi dei figli che soffrono molto a causa del rapporto conflittuale dei genitori specialmente il più piccolo,Eduard che ha una sensibilità delicatissim a e che avrà sempre disturbi mentali. Col successo Albert si procura molti nemici, primo tra tutti Kurt Kluge ex compagno di Politecnico, che aveva tentato senza successo di appropriarsi dei suoi lavori. Ma Albert va dritto per la sua strada inanellando un riconoscimento dietro l’altro. Alla vigilia della prima guerra mondiale lo scienziato incontra dopo tanto tempo Elsa, una lontana cugina rimasta vedova. Ne diventa l’amante. Mileva lo scopre e ne soffre insieme ai figli che, ormai in grado di capire, si schierano apertamente dalla sua parte condannando il comportamento del padre. E’ in questo periodo che due famosi scienziati venuti dalla Germania, Max Plank e Walter Nernst offrono ad Einstein, a nome dell’imperatore Guglielmo II, la direzione dell’Istituto per fisica teorica a Berlino. Albert accetta e si trasferisce a Berlino anche per poter stare vicino a Elsa. Ma la guerra continua a mietere le sue vittime e termina con la sconfitta della Germania e dell’Impero Austro-Ungarico. Albert è un pacifista da sempre, posizione che gli procura un numero vasto di nemici sia nel mondo accademico che in quello politico tanto che Berlino nasce addirittura una specifica Associazione Anti-Einstein. Per fortuna la sua profonda saggezza ed un innato senso dell’umorismo gli impediranno sempre di sentirsi vittima. La fine del primo conflitto mondiale coincide anche con la fine del matrimonio di Albert e Mileva, che si conclude con un divorzio.

Dopo una giornata trascorsa insieme a ricordare Albert e Mileva sono stanchi.I ricordi ora teneri ora strazianti li ha comunque riavvicinati. Si rendono conto che la loro storia sentimentale è stata anche un’avventura umana e scientifica eccezionale. La donna chiede ad Albert di rivedersi l’indomani, ma lo scienziato rifiuta: ricordare gi fa molto male. Ma Mileva gli rivela che sta morendo.

Dopo una notte trascorsa tra incubi e visioni Albert va all’appuntamento con Mileva. Riparte il ricordo che riprende dalla conferma delle teorie di Albert, testate nel corso di esperimenti compiuti da studiosi inglesi della Royal Society e della Royal Astronomic Society di Londra, che guidano una spedizione in Africa per osservare un’eclisse totale di sole. I risultati confermano la “teoria della relatività”.E’ il successo grande.Il “Time” di Londra titola in grande “Rivoluzione della scienza” e il “New York time” titola “Trionfo della Teoria di Einstein”. Lo scienziato diventa subito famoso presso il grande pubblico di tutto il mondo. Ma anche stavolta il successo di Albert si scontra con l’ostracismo e l’invidia degli scienziati tedeschi, Kluge in testa, che gli addebitano anche il fatto di essere ebreo. A ciò si aggiunge la nascita in Germania del movimento nazista che, sin da subito, lo individua come uno dei suoi maggiori nemici. E a nulla servirà nemmeno il conseguimento del Premio Nobel. I nazisti cominciano a minacciare e a perseguitare Albert, costringendolo alla fine ad abbandonare, insieme a Elsa e alla sua assistente Helen Dukas, la Germania. Giunto negli Stati Uniti, Einstein, si trasferisce a Princeton. Qui è assunto dall’ “Institute for Advanced Study”. Un anno dopo il suo arrivo a Princenton muore Elsa. Intanto, i venti di guerra soffiano sempre più forti. Il secondo conflitto mondiale è alle porte. Albert viene convinto dagli scienziati Fermi e Szilard a scrivere a Roosevelt per chiedergli di sviluppare il programma atomico americano. Lo scopo è quello di sorpassare gli scienziati tedeschi già molto avanti nello studio della bomba atomica. A stemperare la tensione del momento ci pensa Eduard che insieme a Hans Albert raggiunge il padre negli Stati Uniti. Per Albert è l’occasione di stare insieme con quel figlio malato e cercare di tessere un rapporto che non c’è mai stato. I due partono per un viaggio in auto, alla fine del quale Eduard scappa, si perde, ma per fortuna viene ritrovato. Dopo il ritorno di Eduard in Europa, a dicembre del 1941 anche gli Stati Uniti entrano in guerra che si conclude con lo scoppio della prima bomba atomica americana, che rade al suolo le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Albert è sconvolto, e nonostante non abbia fatto nulla per contribuire alla costruzione della bomba è pieno di sensi di colpa. Matura ancora di più la mai sopita coscienza pacifista. Si espone, mette la sua faccia., promuove manifestazioni e cortei, ma ciò lo fa entrare nelle mire dell’FBI che cominciano a spiarlo e a seguirlo ritenendolo un pericoloso fiancheggiatore dei comunisti.

I ricordi sono finiti. Albert e Mileva si lasciano con la promessa di rivedersi l’indomani. Ma Mileva parte per l’Europa senza dire nulla ad Albert. Sconvolto, lo scienziato si tuffa a capofitto sul lavoro. Sono anni che sta elaborando una teoria che dovrebbe avere nell’ “armonia cosmica” la sua sintesi.Una teoria unificata di campo che dimostrerebbe che tutte le forze della fisica sono manifestazione di un unico principio. Il mondo scientifico non condivide la sua posizione e questo rattrista Albert che dice di se stesso “Sono famoso ormai perchè non porto le calze e che viene esibito come un fenomeno nelle occasioni speciali”,(Mileva che pur da lontano si tiene informata sulle sue ricerche gli ha detto ” Sei semplicemente troppo avanti sui tempi,come sempre”). L’FBI invece non lo abbandona mai a causa del suo pacifismo e continua a perseguitarlo minacciando di espellerlo dal paese. Albert non se ne cura e continua nel suo lavoro, ma improvvisamente il suo fisico già malandato cede. Sta male, viene portato in ospedale in condizioni critiche. Smania, vorrebbe uscire, ma le sue condizioni si aggravano. Dopo un incontro con il Hans Albert, che termina con la definitiva pacificazione tra padre e figlio, Albert durante la notte sentendo la fine avvicinarsi, chiede un’infermiera alla quale poter dettare il suo testamento scientifico e spirituale. L’infermiera ha l’impressione di trovarsi davanti ad un moribondo che vaneggia. Einstein ha viceversa in questo momento una lucidità che gli permette di guardare finalmente con chiarezza dentro al cuore dell’universo. Descrive con parole purtroppo non sempre chiare e numeri quello che vede all’infermiera confusa e munita di pochi fogli e di una penna con poco inchiostro. Alla fine della dettatura di formule scientifiche miste a concetti filosofici, Albert Einstein muore .Si scopre che l’infermiera scriveva scarabocchi o fingeva di scrivere per fare contento il malato. Eppure quel poco che ha dettato e che abbiamo afferrato esprimeva una visione di armonia cosm ica che soltanto oggi gli scienziati stanno indagando. Aveva ragione Mileva, la prima moglie e compagna dell’avventura scientifica quando gli ha detto ” Sei -come sempre- troppo avanti sui tempi”.