Un anno a primavera

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Credits

Titolo:
Un anno a primavera

Una produzione:
Rai Fiction

Realizzata da:
Claudia Mori
Per Ciao Ragazzi

Un film di:
Angelo Longoni

Con:
Giorgio Pasotti
Nicoletta Romanoff

Regia di:
Angelo Longoni

Soggetto e Sceneggiatura di:
Angelo Longoni
Massimo Sgorbani
Lorenzo Gioielli
Nicola Guaglianone

Sinossi

Angela, interpretata dalla Romanoff, è una giovane ragazza di venti anni la cui vita è stata sconvolta da un tragico incidente stradale che ha spezzato la vita di sua madre Clara, risparmiando la sua e quella del padre Francesco (interpretato da Cosimo Cinieri). Arrivano presto crisi di ansia e attacchi di panico. Si decide dunque di mantenere la giovane al sicuro, nella tenuta agricola, lontana da qualsiasi turbamento e protetta per anni dalla propria famiglia. La situazione però non accenna a migliorare, anzi peggiora nettamente con l’improvvisa morte del padre stroncato da un malore e dallo stress. Maria (interpretata da Eleonora Ivone), la sorella maggiore di Angela che ha lasciato presto casa per diventare giornalista, la convince ad accettare un aiuto esterno. La giovane entra al “Centro Primavera” un centro di igiene mentale dove viene seguita dalla psicoterapeuta Claudia (interpretata da Marianna Morandi). E proprio qui avviene l’incontro fatidico con Nicola (Giorgio Pasotti), un ragazzo immaturo e sensibile cresciuto senza madre, che vi è stato mandato, in qualità di obiettore di coscienza, a svolgere il servizio civile. Il giovane, spensierato e superficiale studente, sfruttando la sua grande passione per la fotografia e per le riprese video propone di allestire all’interno del centro un laboratorio. L’iniziativa, appoggiata dagli organizzatori, riscuote grande successo da parte di tutti i pazienti. Nascerà una tenera amicizia che presto diventerà una difficile storia d’amore rivelandosi presto soprattutto una occasione per crescere. Al centro del film, che vede la regia di Angelo Longoni, ci sono in effetti i cambiamenti che tutti i protagonisti dovranno apportare alla propria esistenza e al proprio modo di intendere la vita. Come dice lo stesso regista ‘nello svolgersi della narrazione tutti subiranno dei mutamenti, tutti si troveranno ad acquisire una nuova coscienza di sé e a scoprire un nuovo modo di relazionarsi e di amare’. Storia d’amore si, ma anche storia del dolore che è componente essenziale di ogni cambiamento.